Verifiche del Tracciato

Una volta studiati i vari tratti del percorso stradale bisogna verificare un ultima volta che in maniera complessiva il tratto sia innanzitutto sicuro, ma anche che sia confortevole.

Coordinamento plano-altimetrico

La prima cosa da fare è verifiche di tipo planimetrice ed altimetriche del tracciato, infatti l'utente stradale deve sempre:

  • percepire con chiarezza tutti quei tratti più pericolosi come: incroci, svingoli, sottopassi, sovrappassi, ponti, etc.
  • Avere una visione del tracciato il più realistico possibile, quindi non vi devono essere difetti come distorsioni, punti angolosi, discontinuità di piattaforma, restringimenti, etc.
  • Possa prevedere lo sviluppo del tracciato senza occultare il tratto stradale.

Chiaramente il tratto stradale per offrire queste caratteristiche deve essere percorso ad una velocità adeguata, infatti ricordiamo che all'aumentare della velocità l'occhio umano guarderà più distante. Infatti per evitare cio:

  • Su rettificli con piccoli angoli di deviazione o piccole variazione di pendenza occorrono raggi elevati per evitare di far risultare punti angolosi
  • Un difetto simile c'è per i rettifili con una lunghezza minima che collegano due curve, oppure rettifili tra due livellette, in questo caso risulta opportuno mantenere la curva utilizzando raggi elevati.
  • Curve nascoste da dossi, è possibile evitare questo iniziando la clotoide o prima o dopo il dosso.
  • Finto punto di flesso in sacca con curva, sposto i punti di tangenza delle curve, ovvero sposto le curve assieme allineate. Il raggio della sacca deve essere 6 volte il raggio della curva planimetrica
  • Combinazione di curva planimetrica con sacca, risulta un restringimento, faccio coincidere le curve
  • Sacca con clotoide di flesso, va evitato poichè molto pericoloso, infatti risulta un restringimento ed eventuale smaltimento di acque meteoriche
  • Dosso seguito da una sacca, genera una perdita di visibilità del tracciato.

Diagrammi di velocità

I digrammi di velocità sono utili per determinare la velocità in funzione del punto in cui si è sul tracciato, es rettifili curva di transito, curva circolare. Si basa sulla pura planimetria e quindi non tiene in considerazione traffico ed altimetria. La velocità di progetto effettiva deve essere tra il minimo ed il massimo per ogni punto del tracciato. Tra due elementi successivi la differenza di velocità deve essere contenuta.

Comportamento dell'utente

Si suppone che l'utente:

  • Nei rettifili, clotoide abbia velocità costante tendente al Vpmax
  • In curva velocità costante, quella calcolata
  • Accelerazioni pari a 0.8m/s2^2
  • La pendenza delle livellette non influisce

La distanza di transizione indica la distanza percorsa dall'utente accelerando o frenando da un valore di progetto inizia ad uno finale con la relazione:

Dt=0.048(V12V22)    [km/h]D_t = 0.048(V_1^2-V_2^2)\ \ \ \ [km/h]

Verifiche normative

La normativa italiana prevede:

  • La differenza di velocità tra 2 elementi successivi generici con Vpmax = 100 km/h, può essere di soli 10km/h
  • Tra 2 curve successive può essere di 20km/h massimo accettabile, di 15km/h consigliato
  • Per il resto dove Vpmax = 80km/h, la differenza deve essere al massimo di 5km/h
  • Tra 2 curve successive, max 20km/h, consigliato 10km/h

Diagrammi di visibilità

Si confrontano per ogni senso di marcia i diagrammi di visibilità ovvero le visuali libere richieste e quelle effettivamente disponibili. In particolar modo deve sempre essere garantita la distanza di arresto DaD_a e dove possibile la distanza di sorpasso. In particolare per le strade a doppio senso deve essere garantito almeno un 20% del tratto stradale adibito al sorpasso